Dilki Time
Questo blog è dedicato a libri, film e un po' di musica ...con sana ignoranza!


odio...
odiare è una parola molto grossa e a dire il vero non credo di avre mai provato odio vero, anche se è una parola che a volte uso... ma odio le zanzare... lo ammetto...

...e amo
il mio ragazzo, scrivere, disegnare, ballare leggere, andare a cavallo, parlare, capire, cantare, il sole sulla pelle, i tramonti, la terra bagnata, il sorriso dei bambini, navigare su internet

film
L'ultimo dei mohicani - Pearl Harbour - L'era glaciale - Mary Poppins - Oceano di Fuoco - Il re Leone - Il mistero della jungla nera - Schindler's List - ET - Save the last dance - Leon

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venerdì, 18 novembre 2005

Amore a prima vista:

Sono entrambi convinti

che un sentimento improvviso li unì.

E' bella una tale certezza

ma l'incertezza è più bella.

 

Non conoscendosi prima, credono

che non sia mai successo nulla fra loro.

Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi

dove da tempo potevano incrociarsi?

 

Vorrei chiedere loro

se non ricordano -

una volta un faccia a faccia

forse in una porta girevole?

uno "scusi" nella ressa?

un "ha sbagliato numero" nella cornetta?

- ma conosco la risposta.

No, non ricordano.

 

Li stupirebbe molto sapere

che già da parecchio

il caso stava giocando con loro.

 

Non ancora del tutto pronto

a mutarsi per loro in destino,

li avvicinava, li allontanava,

gli tagliava la strada

e soffocando un risolino

si scansava con un salto.

 

Vi furono segni, segnali,

che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa

o il martedì scorso

una fogliolina volò via

da una spalla all'altra?

Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.

Chissà, era forse la palla

tra i cespugli dell'infanzia?

 

Vi furono maniglie e campanelli

in cui anzitempo

un tocco si posava sopra un tocco.

Valigie accostate nel deposito bagagli.

Una notte, forse, lo stesso sogno,

subito confuso al risveglio.

 

Ogni inizio infatti

è solo un seguito

e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.

Wislawa Szymborska


Ha lasciato le sue tracce Sissi0382 | novembre 18, 2005 21:24 | commenti (23) | link



Il taglio dei capelli

Versione femminile
– Oh, mio Dio! Ti sei fatta i capelli! Ti stanno un amore!
– Trovi? Io non ero dello stesso parere quando mi hanno dato lo specchio. Voglio dire, non ti sembrano troppo ricci?
– Oh santo cielo, no! No, sono perfetti! Anch'io volevo farmi un taglio così, ma penso che la mia faccia sia troppo rotonda. Forse è meglio che li lasci così come sono.
– Dici sul serio? Io trovo che il tuo viso sia adorabile. E potresti farti senza problemi uno di quei nuovi tagli tanto alla moda, saresti stupenda. Avevo intenzione di farlo anch'io, ma avevo paura che avrebbe messo in evidenza il mio collo.
– Oh, questa è bella. Mi piacerebbe avere il tuo collo. Qualsiasi cosa pur di distogliere l'attenzione da queste spalle enormi.
– Sei impazzita? Conosco ragazze che darebbero chissà cosa per avere spalle come le tue. Tutti i vestiti ti stanno così bene. Guarda le mie braccia, vedi come sono corte? Se avessi un po' più di spalle non avrei problemi a indossare quello che voglio.
– Oh, non farmi ridere! Ma se praticamente tutti gli uomini cadono ai tuoi piedi... Oh si è fatto tardi, ti devo salutare, scappo. Ciao!
– D'accordo, ci sentiamo, carissima!

Versione maschile
– Ehi, ti sei rapato?
– Sì.
– Speso?
– Zero, ho usato la macchinetta.
– Stai di cacca.
– Sarai bello tu...


Ha lasciato le sue tracce Sissi0382 | novembre 18, 2005 12:16 | commenti (6) | link


mercoledì, 16 novembre 2005

Scegliere un cammino significa abbandonare gli altri. Se si vogliono percorrere tutti i cammini possibili si finisce per non percorrerne nessuno.

Paulo Coelho


Ha lasciato le sue tracce Dilhani | novembre 16, 2005 20:39 | commenti (2) | link



Ricordati che i computer non sono affidabili ...
 ma gli umani lo sono molto di meno ...



Ha lasciato le sue tracce Dilhani | novembre 16, 2005 20:35 | commenti | link


venerdì, 11 novembre 2005

Culture Jamming

Movimento attivista sociale. Emettere segnali di disturbo nel nuovo panorama mondiale rappresenta il nuovo disturbo. obiettivo: rinnovare i vecchi paradigmi della cultura consumista, dissolvere gli archetipi della devastazione mentale e disturbare i venditori della cultura di massa. Gli appartenenti vorrebbero che l'economia andasse di pari passo con l'ecologia, vorrebbero che le persone che subiscono passivamente la cultura di massa passassero dallo stato di spettatori a quello di protagonisti, vorrebbero cambiasse l'economia globale che inquina mentalmente e fisicamente. L' obiettivo è quello di introdurre una via alternativa dell'uso della tecnologia e di incoraggiare la responsabilità sociale. Il sito di ADBUSTER quartier generale dei culture jammer, usa i temi della pubblicità popolare e li ritratta in modo da trasformare la loro potente struttura nascosta in modo aspro e pungente. La contraffazione di annunci pubblicitari è diventata lo strumento ideale di condanna delle società multinazionali. La difficoltà di questa organizzazione è la sua presenza solo su alcuni media e non sui principali. Rodriguez de Gerada è largamente riconosciuto come uno dei fondatori più capaci e crativi della cosiddetta "interferenza culturale" o culture jamming, pratica che consiste nel parodiare annunci pubblicitari e nel deturpare i cartelloni per alterarne drasticamente il messaggio. La contraffazione di annunci pubblicitari è diventata lo strumento ideale di condanna delle società multinazionali. I "sabotatori" (jammer) partono dal presupposto che tutti hanno diritto a rispondere  a immagini che non hanno mai chiesto di vedere, dato che le strade sono spazi pubblici e dato che la maggior parte dei cittadini non può permettersi di controbattere ai messaggi lanciati dalle aziende con degli annunci propri.

La definizione culture jamming, "interferenza culturale", è stata coniata nel 1984 dai Negativland  di San Francisco, una band che suona una sorta di collage musicale. Uno dei membri del gruppo, parlando dell'album Jacom '84, ha dichiarato che i cartelloni pubblicitari contraffatti ad arte... spingono lo spettatore a riflettere sulla strategia aziendale di partenza ".


Ha lasciato le sue tracce Sissi0382 | novembre 11, 2005 18:15 | commenti (11) | link


mercoledì, 09 novembre 2005

Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli  uomini. 

  Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la pazzia come sempre un po' folle propose:
  "giochiamo a nascondino!". L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza  potersi
  contenere chiese: "a nascondino? di che si tratta?" "é un gioco -spiegò  la pazzia - in cui io
  mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1000000 mentre voi vi nascondete, quando avrò
  terminato di contare il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco".

  L'entusiasmo   si mise a ballare, accompagnato dall'euforia. L'allegria fece tanti salti che finì per
  convincere il dubbio e persino l'apatia, alla quale non interessava mai niente.... però non tutti
  vollero partecipare. La verità preferì non nascondersi. Perché se poi tutti alla fine la scoprono?
  La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che
  non  fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arricchirsi.

  "UNO,DUE,TRE..." -cominciò a  contare la pazzia. La prima a nascondersi fu la pigrizia che si
  lasciò cadere dietro la prima  pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l'invidia si
  nascose all'ombra del trionfo  che con le proprie forze era riuscito a salire sull'albero più alto. La
  generosità quasi non  riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso
  per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza. Le fronde di
  un albero? Perfetto  per la timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà. Una folata di
  vento? Magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole.
  L'egoismo, al  contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sé.
  La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non e' vero, si nascose dietro l'arcobaleno!).
  La passione e  il desiderio al centro dei vulcani. L'oblio....non mi ricordo...dove? 

  Quando la  pazzia arrivò a contare 999999 l'amore non aveva ancora trovato un posto dove
  nascondersi poiché li trovava tutti occupati; finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise
  di nascondersi tra i suoi fiori. "un milione!" - contò la pazzia. E cominciò a cercare. La prima a
  comparire fu la  pigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con
  Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per
  caso trovò l'invidia e poté dedurre dove fosse il trionfo. L'egoismo non riuscì a trovarlo: era
  fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe. Dopo tanto
  camminare, la pazzia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Con il dubbio le
  risultò ancora più facile, giacché lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da
  che lato  nascondersi. 

  Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca, l'angoscia in una grotta buia, la menzogna
  dietro l'arcobaleno e infine l'oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino.
  Solo l'amore non le appariva da nessuna parte. La Pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni
  pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e
  cominciò a muovere i rami. Quando, all'improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano
  ferito gli occhi dell'amore! La pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse,
  pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida. 
  
  Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l'amore e' cieco e la
  pazzia sempre lo accompagna....

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Ha lasciato le sue tracce Dilhani | novembre 09, 2005 14:38 | commenti (15) | link


martedì, 08 novembre 2005

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Nel montare un cavallo,
noi prendiamo in prestito
la libertà
Helen Thomson

 


Ha lasciato le sue tracce Dilhani | novembre 08, 2005 13:58 | commenti (5) | link


domenica, 06 novembre 2005

Non leggiamo e scriviamo poesie perché è divertente: leggiamo e scriviamo

poesie perché apparteniamo alla razza umana; e la razza umana è piena di

passione. La medicina, il diritto, l'economia e l'ingegneria sono nobili

occupazioni, necessarie alla sopravvivenza; ma la poesia, la bellezza,

il romanticismo, l'amore, queste sono le cose per cui vale davvero la pena

vivere.

                                    l'attimo fuggente


Ha lasciato le sue tracce Sissi0382 | novembre 06, 2005 14:33 | commenti (2) | link


sabato, 05 novembre 2005

Piccola pubblicità al nuovo blog di mia cugina...(e mio) sui cavalli!!

http://www.lovinghorses.splinder.com

 


Ha lasciato le sue tracce Dilhani | novembre 05, 2005 12:38 | commenti (2) | link