Dilki Time
Questo blog è dedicato a libri, film e un po' di musica ...con sana ignoranza!


odio...
odiare è una parola molto grossa e a dire il vero non credo di avre mai provato odio vero, anche se è una parola che a volte uso... ma odio le zanzare... lo ammetto...

...e amo
il mio ragazzo, scrivere, disegnare, ballare leggere, andare a cavallo, parlare, capire, cantare, il sole sulla pelle, i tramonti, la terra bagnata, il sorriso dei bambini, navigare su internet

film
L'ultimo dei mohicani - Pearl Harbour - L'era glaciale - Mary Poppins - Oceano di Fuoco - Il re Leone - Il mistero della jungla nera - Schindler's List - ET - Save the last dance - Leon

libri
L'arte d'amare, E. Fromm - Il cavaliere d'Inverno, P. Simmons - Il buio oltre la siepe, H. Lee - Lilim del tramonto, B. Tognolini - Amata per caso, S. Zecchi - La canzone di Regina, S.M. Keehn - Figlia del Gange, A. Mirò - Una bambina e gli spettri, T. Hayden - Gli artigli del Male, J. Farris - Il fu Mattia Pascal, Pirandello - Il cavaliere inesistente, I. Calvino

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venerdì, 28 ottobre 2005

Dio è morto

Ho visto
La gente della mia età andare via
Lungo le strade che non portano mai a niente
Cercare il sogno che conduce alla pazzia
Nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già,
Lungo le notti che dal vino son bagnate,
Dentro le stanze da pastiglie trasformate,
Lungo le nuvole di fumo, nel mondo fatto di città,
Essere contro od ingoiare la nostra stanca civiltà


E un Dio che è morto
Ai bordi delle strade Dio è morto
Nelle auto prese a rate Dio è morto
Nei miti dell'estate Dio è morto.


Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
In ciò che spesso han mascherato con la fede
Nei miti eterni della patria o dell'eroe
Perché è venuto il momento di negare tutto ciò che è falsità:
Le fedi fatte di abitudini e paura,
Una politica che è solo far carriera,
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto


E un Dio che è morto
Nei campi di sterminio Dio è morto
Coi miti della razza Dio è morto
Con gli odi di partito Dio è morto.


Ma penso
Che questa mia generazione è preparata
A
un mondo nuovo e a una speranza appena nata
Ad
un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi
Perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni
E poi risorge
In ciò che noi crediamo Dio è risorto
In ciò che noi vogliamo Dio è risorto

Nel mondo che faremo
Dio è risorto,
Dio è risorto

F.Guccini


Ha lasciato le sue tracce Sissi0382 | ottobre 28, 2005 18:24 | commenti (6) | link



 
Ho Imparato



Ho imparato... che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana.


Ho imparato... che quando sei innamorato, si vede.


Ho imparato... che appena una persona mi dice, "Mi hai reso felice!", mi rende felice.


Ho imparato... che avere un bambino addormentato fra le braccia è una delle cose del mondo
che più rendono sereni.


Ho imparato... che essere gentili è più importante dell'aver ragione.


Ho imparato... che non bisognerebbe mai dire no ad un dono fatto da un bambino.


Ho imparato... che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza di aiutarlo in
qualche altro modo.


Ho imparato... che non importa quanto la vita richieda che tu sia serio
..... ognuno ha bisogno di
un amico con cui divertirsi.


Ho imparato... che talvolta tutto ciò di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da
capire.


Ho imparato... che la vita è come un rotolo di carta igienica..... più ti avvicini alla fine, più
velocemente va via.


Ho imparato... che dovremmo essere contenti per il fatto che Dio non ci dà tutto quel che gli
chiediamo.


Ho imparato... che i soldi non possono acquistare la classe.


Ho imparato... che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a fare la vita così spettacolare.


Ho imparato... che sotto il duro guscio di ognuno c'è qualcuno che vuole essere apprezzato e
amato.


Ho imparato... che il Signore non ha fatto tutto ciò in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io
potrei?


Ho imparato... che quando progetti di prenderti la rivincita su qualcuno, stai solo facendo in modo
che quella persona continui a ferirti.


Ho imparato... che l'amore, non il tempo, guarisce tutte le ferite.


Ho imparato... che per me il modo più semplice di crescere come persona è circondarmi di gente
più abile di me.


Ho imparato... che ogni persona che incontri merita d'essere salutata con un sorriso.


Ho imparato... che non c'é niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro
sulle tue guance.


Ho imparato... che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori.


Ho imparato... che la vita é dura, ma io sono più duro.


Ho imparato... che le opportunità non si perdono mai, qualcuno sfrutterà quelle che hai perso tu.


Ho imparato... che se dai rifugio all'amarezza, la felicità attraccherà da qualche altra parte.


Ho imparato... che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se
ne andasse.


Ho imparato... che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani
potrebbe doverle mangiare.


Ho imparato... che un sorriso è un modo non costoso di valorizzare i tuoi sguardi.


Ho imparato... che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa farci.


Ho imparato... che quando tuo nipote neonato tiene il tuo mignolo nel suo piccolo pugno, sei
agganciato per tutta la vita.


Ho imparato... che chiunque vuole vivere sulla vetta della montagna, tutta la felicità e la crescita si
trovano mentre la si scala.


Ho imparato... che è meglio dare consigli in due sole circostanze : quando sono richiesti e quando
c'è pericolo di morte.

Ha lasciato le sue tracce Dilhani | ottobre 28, 2005 15:01 | commenti | link


giovedì, 27 ottobre 2005

oggi

      ...insostenibilmente leggera...

"Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L'uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazione. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? "

Milan Kundera


Ha lasciato le sue tracce Sissi0382 | ottobre 27, 2005 12:22 | commenti (2) | link


mercoledì, 26 ottobre 2005

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Ha lasciato le sue tracce Dilhani | ottobre 26, 2005 14:14 | commenti (2) | link


lunedì, 24 ottobre 2005

Balla balla

Umberto Balsamo

Vorrei sembrare per te
un bambino
e camminare
con te per mano
vorrei sedere
dietro quel banco
e tu maestra mi parlerai
insegna pure come si deve
come si deve una donna amare
regina tu comanda pure
c'e' già la musica
per sognare
sciolgo le trecce e i cavalli
corrono
e le tue gambe eleganti
ballano
balla per me
balla balla
tutta la notte sei bella
non ti fermare ma balla,
fina a che
non finiranno le stelle
l'alba dissolva in tramonto
io non completi il mio canto
e canto te
intono musica canti e poemi
mentre tu balli ti sciogli
di più
l'acqua si beve per dissetare
mentre ti guardo muoio per te
nella tua pelle migliaia
di stelle
lo spazio cosmico e ancora
di più
dammi la vita dammi l'amore
riprova ancora e non ti fermare
sciolgo le trecce e i cavalli
corrono
e le tue gambe eleganti
ballano
balla per me
balla balla
tutta la notte sei bella
non ti fermare ma balla,
fina a che
non finiranno le stelle
l'alba dissolva in tramonto
io non completi il mio canto
e canto te
balla per me
balla balla
tutta la notte sei bella
non ti fermare ma balla,
fina a che
non finiranno le stelle
l'alba dissolva in tramonto
io non completi il mio canto
e canto te
balla per me
balla balla
tutta la notte sei bella
non ti fermare ma balla,
fina a che
non finiranno le stelle
l'alba dissolva in tramonto
io non completi il mio canto
e canto te


Ha lasciato le sue tracce Dilhani | ottobre 24, 2005 13:20 | commenti (8) | link



Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo 'amare', il verbo 'sognare' ...

Daniel Pennac, Come un romanzo

 


Ha lasciato le sue tracce Sissi0382 | ottobre 24, 2005 13:03 | commenti (1) | link


domenica, 23 ottobre 2005

La verità sulla Creazione:

Un giorno, nel giardino dell'Eden, la prima donna guardò in alto e disse: "Ehi Signore! Scusa, avrei un problema!".
Dio: "Che problema, cara?".
Eva: "Senti, so che mi hai creata, che hai fatto questo bel giardino, tutti questi meravigliosi animali, i gatti e gli uccellini, e quel buffo serpentello... ma vedi, io non mi sento completamente realizzata...".
Dio: "Come mai, Eva?".
Eva: "È che mi sento sola... e sono proprio stufa delle mele".
Dio: "D'accordo, credo di aver capito di cosa hai bisogno: creerò un uomo per te".
Eva: "Un uomo? E che sarebbe?".
Dio: "Questo uomo sarà una creatura... rudimentale. Uno che dice la verità oppure imbroglia, a seconda di come gli gira; sarà più grosso e forte di te, a volte sarà anche violento, e per passare il tempo andrà a caccia; ti guarderà come un cretino, con uno sguardo insistente, ma visto che ti stai lamentando, lo creerò in modo che possa anche soddisfare le tue, ehm, necessità fisiche; sarà molto più imbranato di te e si divertirà moltissimo in occupazioni infantili come prendere a calci una palla; ti creerà un sacco di problemi, con tutta la sua presunzione; non sarà molto sveglio, e avrà spesso bisogno che tu gli dica che fare... dovrai proprio condurlo per mano...".
Eva: "Potrebbe essere una cosa divertente! Ma dove sta la fregatura?".
Dio: "Nessuna fregatura, ma... beh, lo puoi avere a una condizione".
Eva: "Quale?".
Dio: "Sarà piuttosto egocentrico, te l'ho detto... perciò dovrai fargli credere che è stato creato lui per primo. Sarà il nostro segreto. Da donna a donna".


Ha lasciato le sue tracce Sissi0382 | ottobre 23, 2005 21:00 | commenti (4) | link


sabato, 22 ottobre 2005

 

Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra.

Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo.

Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.

Charles Bukowski.


Ha lasciato le sue tracce Sissi0382 | ottobre 22, 2005 19:42 | commenti (1) | link



Amore...

Nell'età della tecnica l'amore ha cambiato radicalmente forma. Da un lato è diventato l'unico spazio in cui l'individuo può esprimere davvero se stesso, al di fuori dei ruoli che è costretto ad assumere in una società tecnicamente organizzata, dall'altro lato questo spazio, essendo l'unico in cui l'io può dispiegare se stesso e giocarsi la sua libertà fuori da qualsiasi regola e ordinamento precostituito, è diventato il luogo dove uomini e donne cercano nel tu il proprio io, e nella relazione la possibilità di realizzare il proprio sé profondo, che non trova più espressione in una società tecnicamente organizzata, che declina l'identità di ciascuno di noi nella sua idoneità e funzionalità al sistema di appartenenza.

 

nella nostra epoca l'amore diventa indispensabile per la propria realizzazione come mai lo era stato prima, e al tempo stesso impossibile perché, nella relazione d'amore, ciò che si cerca non è l'altro, ma, attraverso l'altro, la realizzazione di sé.

 

Oggi l'unione di due persone non è più condizionata dalla lotta quotidiana per la sopravvivenza, o dal mantenimento e dall'ampliamento della propria condizione di privilegio sociale e di prestigio, ma è il frutto di una scelta individuale che avviene in nome dell'amore.

 

 

L'amore perde così tutti i suoi legami sociali e diventa un assoluto in cui ciascuno può liberare quel profondo se stesso che non può esprimere nei ruoli che occupa nell'ambito sociale

 

L'amore diventa a questo punto la misura del senso della vita, e non ha altro fondamento che in se stesso, cioè negli individui che lo vivono, i quali, nell'amore, rifiutano il calcolo, l'interesse, il raggiungimento di uno scopo

 

È come se l'amore reclamasse, contro la realtà regolata dalla razionalità tecnica, una propria realtà che consenta a ciascuno, attraverso la relazione con l'altro, di realizzare se stesso. E in primo piano, naturalmente, non c'è l'altro, ma se stesso.

 

Ma il desiderare, lo sperare, l'intravedere una possibilità di realizzazione per se stessi cozzano con la natura dell'amore che è essenzialmente relazione all'altro, dove i due smettono di impersonare ruoli, di compiere azioni orientate a uno scopo e, nella ricerca della propria autenticità, diventano qualcosa di diverso rispetto a ciò che erano prima della relazione, svelano l'uno all'altro diverse realtà.

 

Se tutto ciò è vero, nell'età della tecnica l'amore, più che una relazione all'altro, appare come un culto esasperato della soggettività, l'altro è solo un mezzo per l'accrescimento di sé. Ma l'amore non è ricerca della propria segreta soggettività, che non si riesce a reperire nel vivere sociale. Amore è piuttosto l'espropriazione della soggettività, è l'essere trascinato del soggetto oltre la sua identità, è il suo concedersi a questo trascinamento, perché solo l'altro può liberarci dal peso di una soggettività che non sa che fare di se stessa.

 

Per essere davvero il controaltare della tecnica e della ragione strumentale che la governa, amore non può essere la ricerca di sé che passa attraverso la strumentalizzazione dell'altro, ma deve essere un'incondizionata consegna di sé all'altro che incrina la nostra identità, non per evadere dalla nostra solitudine, né per fondersi con l'identità dell'altro, ma per aprirla a ciò che noi non siamo, al nulla di noi.

 

Per questo diciamo che amore non è una cosa tranquilla, non è delicatezza, confidenza, conforto. Amore non è comprensione, condivisione, gentilezza, rispetto, passione che tocca l'anima o che contamina i corpi. Amore non è silenzio, domanda, risposta, suggello di fede eterna, lacerazione di intenzioni un tempo congiunte, tradimento di promesse mancate, naufragio di sogni svegliati. Amore è violazione dell'integrità degli individui, è toccare con mano i limiti dell'uomo.

 

U. Galimberti


Ha lasciato le sue tracce Sissi0382 | ottobre 22, 2005 16:23 | commenti | link